progetto:
Auto mutuo aiuto:
l'associazione nell'ambito delle sue iniziative si propone di formare un gruppo di auto mutuo aiuto,
dove persone che hanno perso un figlio o un loro caro possano, con l'aiuto di sentimenti come la
condivisione e l'accoglienza, tenersi per mano e iniziare un cammino verso la speranza di alleviare il dolore del lutto.
Ci proponiamo di attivare il gruppo all'inizio della primavera 2009 nella zona del tradatese.
comunicheremo sul sito le date e il luogo esatto di ritrovo appena l'organizzazione sarà definita.
Per eventuali informazioni scrivere a Lucia Galvagno: e-mail: lucia.galvagno@libero.it
cellulare 333 23 81 546 (dopo orario ufficio)
La partecipazione è gratuita
L’ASSOCIAZIONE FAMILIARI VITTIME PER UNA STRADA CHE NON C’E’
Nata dal dolore di genitori provati dalla perdita di un figlio , nell’ambito delle varie iniziative
INVITA
Quanti interessati a partecipare agli incontri che si terranno i giorni:
08 maggio 2009 ; 22 maggio 2009; 05 giugno 2009
alle ore 21
Presso l’oratorio maschile di LONATE CEPPINO
(p.zza DIAZ, sala nell’edificio a lato della chiesa)
Scopo di questi incontri è costituire un gruppo di AUTOMUTUOAIUTO (AMA)
Il gruppo sarà il luogo dove persone che hanno perso un figlio o un loro caro, a prescindere dalla causa di morte, possono ritrovarsi per
Non essere soli
Scambiarsi emozioni
Confrontarsi
Offrire ascolto
Offrire la propria esperienza
In una parola
CONDIVIDERE
Ci aiuterà il dottor
ENRICO CAZZANIGA
Psicologo e Psicoterapeuta, docente del Centro Milanese di Terapia della famiglia e del Centro Panta Rei di Milano. Ha attivato Gruppi AMA per persone in lutto a Monza, Milano e Rho e in molte altre città.
Premesse
I gruppi di Auto Mutuo Aiuto rispondono, a livello generale, all’esigenza da parte di una comunità di dotarsi di una rete relazionale capace di funzionare come risorsa per l’aiuto e la promozione della salute, valorizzando le risorse sociali attive nel contesto di appartenenza.
Si caratterizzano dunque per la gratuità, la spontaneità di aggregazione dei partecipanti (non ci sono operatori od esperti professionisti, e se ci sono il loro ruolo e la loro funzione deve essere ‘negoziata’ insieme al gruppo), per il fatto di essere aperti, e per il fatto che i partecipanti condividendo un tema di vita ritengono, attraverso lo strumento del gruppo, di potersi aiutare reciprocamente (vivendo quindi un’esperienza che tenga insieme il bisogno di ricevere aiuto e la capacità di essere d’aiuto ad altri; tenendo presente che si tratta spesso di un aiuto concreto, che si può realizzare nella quotidianità della settimana al di fuori del gruppo, poiché l’orientamento è soprattutto all’azione, la parola è uno strumento). Non sono quindi una difesa, un rifugio, ma lo stimolo per valorizzare le potenzialità positive, secondo il principio della responsabilizzazione dei membri, e dei valori del rispetto, della fiducia e del legame.
Nello specifico dei gruppi AMA per il lutto, e nello specifico della nostra Associazione, ci sono un paio di considerazioni preliminari, legate a bisogni ed obiettivi, che mi sembra importante porre alla vostra attenzione:
- Il lutto è una condizione che nella nostra società tende a facilitare l’isolamento dell’individuo, anche per una inadeguatezza (soprattutto culturale) delle nostre comunità (penso naturalmente alla mia comunità perché è l’unica in cui vivo, ma immagino che la considerazione sia estendibile a tutte) a gestire tutte le complessità legate a questo processo (oltre che, più in generale, ad affrontare la tematica della morte). I gruppi AMA potrebbero allora davvero essere una risorsa importante, integrabile con altre già presenti (comunità ecclesiali, consultori…)
- Ritengo che la nostra associazione, in base al suo statuto e ai suoi scopi, dovrebbe porsi l’obiettivo di prendere parte a questo “sistema di rete” sociale, potendone trarre, come risultati secondari tra l’altro, benefici interni anche rispetto al suo grado di organizzazione e coesione, e di rapporti con le altre realtà istituzionali ed associative.
- Far partire un gruppo necessita, in ogni caso, di un’adeguata pianificazione, che possa essere effettuata insieme da un gruppo iniziale di persone interessate, motivate e con un interesse verso altri che hanno lo stesso ‘problema’, in grado di condividere i bisogni personali perché possano diventare il bisogno e lo scopo del gruppo e facilitare senso di appartenenza e un’identità comune.
Libro: Vite spezzate
a tutti coloro che hanno perso
la vita sulla strada e
ricordando il mio angelo custode
Alessandro
“Non restate davanti alla mia tomba a piangere…
Io non sono lì…
Io non dormo…
Io sono mille venti che soffiano…
Io sono il luccichio di diamanti sulla neve…
Io sono la luce del sole sul grano maturo…
Io sono la pioggia dell’autunno…
Quando vi svegliate nel silenzio del mattino io sono il rapido volo verso l’alto,
degli uccelli che volteggiano…
Io sono le stelle che brillano di notte…
Non restate davanti alla mia tomba a piangere…
Io non sono lì…
Io non dormo……”
(Ignoto, “La morte e il morire”)
indice
"la famiglia in lutto"
il lutto familiare
quando muore un figlio
morte di un figlio piccolo
morte di un figlio adulto
“problemi del nucleo familiare”
i problemi nel matrimonio
Tipologie di matrimonio
Diversità di genere e lutto
Comunicazione
Intimità
Divorzio
i problemi per gli altri figli
Il nuovo legame “genitori- figli”
il rapporto con l’ambiente sociale
interventi d’aiuto
percorsi del lutto e l’elaborazione del dolore…
La negazione del dolore
Dare parole ai sentimenti
Accettazione della perdita
Riorganizzazione e reintegrazione
le reazioni al lutto
Reazioni normali al lutto
Reazioni atipiche al lutto
la relazione d’aiuto nell’elaborazione del lutto
Le competenze dell’educatore
bibliografia