presentazione
"Vivere su strade sicure" è certamente l'obiettivo finale che si propongono, con questo sito, persone che hanno vissuto la tragica esperienza della perdita di un loro caro a causa di un incidente stradale.
Le grida di dolore e lo strazio dei familiari di chi non ha potuto consumare le fasi naturali della vita persa sull'asfalto, realizzare i propri sogni, progetti, speranze.
All'improvviso una telefonata ... e poi più niente, il vuoto completo, assurdo, incomprensibile, incredibile, una violenza insopportabile.
Tutto quello che si sarebbe potuto fare insieme viene trascinato via per sempre con la perdita subita.
Tra un passato felice e un futuro lontanissimo rimane solo un oggi vuoto, ogni cosa perde il suo significato, niente ha più senso, niente sarà più come prima.
Giorno dopo giorno le stesse domande senza risposta.
Un dato costante: l'irreversibilità dell'evento.
E poi il tempo che passa rende la tua tragedia per la società e per le istituzioni un fatto "comune".
E le frasi incomprensibili del dovere di continuare a vivere, ma inaccettabili per chi vive il dramma.
Un impegno.
Far conoscere la gravità dei dati dei morti sulle strade, per irresponsabilità, pirateria, per cause di lavoro e per negligenza degli organi competenti, preposti alla salvaguardia della nostra vita.
Un obiettivo importante per questo sito: sensibilizzare l'opinione pubblica a partecipare e a pretendere una condizione di sicurezza, affinché non si spezzino sulle strade altre vite.
I problemi
Il problema delle stragi stradali si presenta complesso perchè costituito da un insieme di elementi a cui non si è mai data una risposta mirata a risolvere i problemi in termini di sicurezza, tanto che i loro effetti sono diventati a loro volta delle cause che hanno allargato le dimensioni e il numero delle difficoltà da affrontare.
La base da cui dipende la strage stradale è strettamente connessa al numero esagerato di auto in circolazione, che va crescendo in modo esponenziale, sostenuto dagli interessi delle multinazionali del settore e non più sopportabile dal sistema viario, alla mancanza di una struttura efficiente dei mezzi pubblici di comunicazione e al loro costo e scomodità che non li rende competitivi rispetto al mezzo di trasporto privato, ad una falsa cultura che induce, soprattutto i giovani, a credere che la potenza, la velocità, la sfida al pericolo siano l'affermazione di uno status di superiorità.
E ancora, numerosi sono gli interessi delle compagnie di assicurazioni, delle compagnie petrolifere e di un numero esorbitante di tecnici che ruotano attorno l'automobile.
Le stesse leggi, che prevedono da una parte dei limiti di velocità massimi ben determinati, permettono dall'altra la costruzione e l'importazione di autoveicoli capaci di superare di gran lunga le barriere di velocità fissate.
Il Codice della strada prevede l'obbligo dell'insegnamento dell'educazione stradale nella scuola, che è paradossalmente lasciato all'iniziativa personale di alcuni insegnanti volonterosi.
E' oggi impensabile, soprattutto per mancanza di volontà politica, affrontare nella sua globalità e risolvere a breve termine il problema, anche se questo rimane da parte nostra una richiesta irrinunciabile. Una cosa è certa: lo sviluppo del trasporto pubblico aumenterebbe la sicurezza stradale e migliorerebbe l'economia e l'occupazione.
Un'altra realtà
La salvaguardia della salute e della vita sulle strade, l'impegno nel fermare la strage stradale si pone in modo prioritario tenendo presente le seguenti considerazioni:
* il numero elevato di vite perse sulle strade, anche se è scontato dirlo, non sminuisce il valore delle altre perse in altri settori in cui l'indice di mortalità è molto inferiore;
* la strage stradale coinvolge tutti e molto spesso, come sistema di autodifesa inconscio, si considera "tutti" gli "altri", autoescludendosi;
* diverse centinaia di migliaia sono ogni anno i decessi totali in Italia. La maggior parte per problemi di salute, e sono numerosi i giovani. L'impegno notevole e qualificato delle strutture sanitarie per guarire la gente e diminuire la loro sofferenza viene vanificato, e questo sembra assurdo, poi dal fatto che le stesse persone, una volta guarite, si lasciano esposte al rischio stradale.
* Inoltre, l'osservazione può essere reversibile: se pregevole è l'intervento delle strutture sanitarie, quasi irrilevante è la sollecitudine delle altre istituzioni preposte a istituire un sistema viabile senza rischi. Perché non occuparsi delle migliaia di persone sane che perdono la vita sulle strade: molte di esse sarebbero quelle da assistere nelle strutture sanitarie.