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cinque per mille

La legge del 23 dicembre 2006 n.266, in aggiunta alla consueta scelta dell'8 per mille,

permette di destinare sui modelli ( CUD 2006, 730/1 bis redditi 2005; UNICO persone fisiche 2006)

il 5 per mille alle associazioni di volontariato indicando il codice fiscale dell'associazione.

Non comporta maggiori imposte

E’ una possibilità per scegliere dove destinare parte delle imposte pagate allo stato

Non è alternativo all’ 8 per mille allo stato e alle istituzioni religiose

 

Dai dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, muoiono nel mondo, ogni anno, per incidente stradale

un milione e 300 mila persone

In Europa 160 morti al giorno per incidenti stradali (come se tutti i giorni cadesse un aereo)

In 10 anni in Italia dai dati ISTAT circa 80000 morti sulle strade

contro 148 per incidenti ferroviari

L'associazione familiari vittime per una strada che non c'è, iscritta ai registri regionali del volontariato, ONLUS di diritto,

costituita da genitori, familiari e persone che hanno perso figli, parenti e amici negli incidenti stradali

è impegnata

nell'obiettivo importante di sensibilizzare l'opinione pubblica a partecipare

e a pretendere una condizione di sicurezza,

affinché non si spezzino sulle strade altre vite.

Dettagliate informazioni sulle nostre iniziative sono presenti sul nostro sito www.vivisustrada.it

  

invitiamo a sostenere gli obiettivi che sono di tutti

attribuendo il 5 per mille
all'associazione familiari vittime per una strada che non c'è

il codice fiscale dell'associazione è 900 305 301 26

 

Come fare:

 

                                E’ sufficiente apporre una firma nel riquadro superiore a sinistra dei quattro riquadri presenti
nella dichiarazione dei redditi:  

SOSTEGNO DEL VOLONTARIATO indicando anche
il codice fiscale dell’associazione
900 305 301 26


associazione familiari Vittime

per una strada che non c’è

sede legale: Busto Arsizio, via Marsala, 35

e-mail: 28 maggio@infinito.it - www.vivisustrada.it

 

Vergogna

 

A coloro che vogliono mettere il bavaglio

al dolore

 

Siamo un gruppo di genitori che hanno perso i figli negli incidenti stradali e ci stiamo impegnando con tutte le nostre forze affinché altre vite non restino sull’asfalto.

Ci siamo riuniti in un’associazione con l’obiettivo di affermare la cultura del rispetto della vita propria e degli altri sulla strada e in ogni luogo, e di portare il nostro dolore in mezzo agli altri per far capire che una tragedia come la nostra può succedere a tutti, senza differenza di età, sesso, condizione sociale, professione.

Non vogliamo destabilizzare nessuna istituzione, creare o spostare consensi all’interno del ”quadro politico”.

 

Oggi a Vengono Superiore un’altra giovane

 

sulla strada provinciale sp. 46,

 

Marianna di 23 anni ha perso la vita sull’asfalto. I familiari di un bambino appena travolto e  ucciso da un’auto, a poche decine di metri, dove è morta Marianna, hanno ricostruito con la memoria le vittime che ci sono state su questa strada:

 

*  I CONIUGI ROMANAZZI

 

*  MORTILLARO

 

*  LAURI

 

*  ACQUAVIVA

 

*  MURACA

 

*  ANDREA PIGAZZINI

 

*  LUCA GAMILLO

 

*  CERRONE MARIANNA

Riportiamo inoltre  le date di alcuni tragici incidenti avvenuti sempre in via C. Battisti (strada provinciale sp 46), ricostruiti attraverso le nostre ricerche,

di cui non abbiamo avuto il tempo di verificare se comprendono i nominativi sopra riportati.

 

Anno        via                 sesso               età

1990             C. Battisti            M                           46 deceduto

1991             C. Battisti            M                           20 deceduto

1993             C. Battisti            M                           18 prognosi riservata   

997               C. Battisti                                           18 prognosi riservata

2003             C. Battisti            M                            16 prognosi riservata

2005             C. Battisti            M                            14 deceduto

2006             C. Battisti            F                              23 deceduta    

 

Occorrono scelte etiche coraggiose

-       Chi gestisce la comunicazione, non opera per la difesa della vita se punta sulla cronaca sensazionale senza dare rilevanza alle cause che uccidono e magari soffoca la voce di chi è impegnato in prima linea.

 

-       Chi è impegnato nella politica, non opera per la difesa della vita se pone in primo piano il potere e il consenso per il proprio partito e non l’attenzione seria ai problemi dei cittadini.

 

Qualunque posto uno occupi, non opera per la difesa della vita se pensa egoisticamente solo a se stesso e non capisce che i problemi umani ci appartengono e attendono da ciascuno di noi un impegno solidale.

 

Per l’associazione

 

il presidente

Ernesto Restelli

 

 



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