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Le comunicazioni dei mass media-e

Nella mentalità comune è stato veicolato che la maggioranza degli incidenti stradali è da attribuire all’imperizia e all’imprudenza del guidatore e alle velocità che si possono sostenere su autostrade, dove il conducente può sottoporsi a prove di resistenza alla guida con le aspettate conseguenze.
E così si è costruito molto sull’incoscienza delle stragi del sabato sera, che vede al centro l’alcool, il fumo e la velocità, ma mai nessuna organizzazione politica ha affrontato il problema nella sua pienezza.
Anzi si è permesso l’espandersi di modelli “culturali” che attirano i giovani, facendo leva sulle loro fragilità per poi connotarli come il popolo della notte e, come dice una mamma che è impegnata su questo argomento, “sbatterlo in strada come carne da macello”.
Non si vuole risolvere a monte il problema colpendo le vere cause, perchè si dovrebbero toccare gli interessi di chi ne trae maggior profitto con il prolungarsi delle notti nelle discoteche e la maggior vendita di alcolici.
E con questo non si vuole togliere nessuna responsabilità ai giovani che si fanno coinvolgere.
In realtà, la comunicazione dei mezzi di informazione quando parla di esodo o di ritorno nelle città, dopo i classici ponti o le ferie, non fa che riempirci i televisori di traffico sulle autostrade, di comunicazioni di peggior o miglior viabilità sulle reti stradali di importanza nazionale.
Tutto questo è voluto ed è un limite nella conoscenza della realtà!
Basterebbe consultare qualche dato: nel 1999 gli incidenti stradali sulle autostrade sono stati il 6,5 % e sulle strade statali il 9 % contro il 74,6 % delle strade urbane.
Nell’analisi del numero degli incidenti si può constatare che questi avvengono sistematicamente in alcune zone e su alcuni tratti della rete stradale.

Nella mentalità comune è stato veicolato che la maggioranza degli incidenti stradali è da attribuire all’imperizia e all’imprudenza del guidatore e alle velocità che si possono sostenere su autostrade, dove il conducente può sottoporsi a prove di resistenza alla guida con le aspettate conseguenze.E così si è costruito molto sull’incoscienza delle stragi del sabato sera, che vede al centro l’alcool, il fumo e la velocità, ma mai nessuna organizzazione politica ha affrontato il problema nella sua pienezza.
Anzi si è permesso l’espandersi di modelli “culturali” che attirano i giovani, facendo leva sulle loro fragilità per poi connotarli come il popolo della notte e, come dice una mamma che è impegnata su questo argomento, “sbatterlo in strada come carne da macello”.
Non si vuole risolvere a monte il problema colpendo le vere cause, perchè si dovrebbero toccare gli interessi di chi ne trae maggior profitto con il prolungarsi delle notti nelle discoteche e la maggior vendita di alcolici.
E con questo non si vuole togliere nessuna responsabilità ai giovani che si fanno coinvolgere.
In realtà, la comunicazione dei mezzi di informazione quando parla di esodo o di ritorno nelle città, dopo i classici ponti o le ferie, non fa che riempirci i televisori di traffico sulle autostrade, di comunicazioni di peggior o miglior viabilità sulle reti stradali di importanza nazionale.
Tutto questo è voluto ed è un limite nella conoscenza della realtà!
Basterebbe consultare qualche dato: nel 1999 gli incidenti stradali sulle autostrade sono stati il 6,5 % e sulle strade statali il 9 % contro il 74,6 % delle strade urbane.
Nell’analisi del numero degli incidenti si può constatare che questi avvengono sistematicamente in alcune zone e su alcuni tratti della rete stradale.

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