//
sezione articoli

assistenza legale

La colpevolezza e la pericolosità del pirata della strada-e

La colpevolezza e la pericolosità del pirata della strada

Il problema merita un’attenta analisi nelle sue articolazioni logiche: preliminarmente non può dubitarsi in alcun modo della rilevanza criminologica delle condotte di chi si pone alla guida di un’autovettura come se impugnasse un’arma , e con atteggiamento colposo spesso “cosciente”, cioè consapevole delle gravità delle possibili conseguenze, pone a grave rischio l’incolumità altrui.
Peraltro si è correttamente osservato che, nell’ordinamento giuridico italiano, “il legislatore è orientato nel senso tradizionale di considerare il delitto colposo come meno grave e ,perciò, sanzionabile più lievemente di quello doloso. Si tratta di un punto di vista ‘classico’, incentrato soprattutto sulla colpevolezza, ma che tiene poco conto della pericolosità, oggettiva e soggettiva, della delinquenza colposa della società moderna.”

In effetti, la tendenza alla deresponsabilizzazione della criminalità colposa, propugnata dalla volontà del legislatore e dallo stesso orientamento assolutamente prevalente della giurisprudenza non può assolutamente essere supinamente condivisibile, in ragione della gravità e della frequenza del fenomeno, fortemente legato al progresso tecnologico, all’automazione dei procedimenti industriali, all’enorme diffusione della motorizzazione e ai mille riflessi della trasformazione scientifica e tecnica della società contemporanea . Vi è infatti una considerazione fondamentale da svolgere , a nostro giudizio gravida di conseguenze sotto il profilo dell’effettività delle sanzioni e perfettamente coerente con i principi generali regolanti il nostro codice penale : se ,in astratto, può essere condivisa una minore colpevolezza del criminale colposo rispetto a quello doloso, tuttavia non certo minore è la pericolosità sociale dell’autore del reato , che anzi sovente manifesta peculiarità di particolare valenza criminogena, al punto che si è ritenuto di equiparare, per esempio, il delinquente stradale ad una specie di bomba innescata , pronta ad esplodere contro chiunque .

Sotto un profilo vittimologico, inoltre, il pirata della strada presenta connotati di elevata pericolosità poiché agisce contro vittime “fungibili”, cioè non pone in essere la propria illecita condotta nei confronti di un soggetto ben individuato ma è pronto a rivolgerla verso una amplissima generalità di consociati, che si traduce in veri e propri bollettini di guerra che quantificano quotidianamente i caduti per causa della circolazione stradale, con picchi particolarmente elevati ad ogni fine settimana. Si è proposto di classificare i rapporti tra il criminale e la sua vittima nella circolazione stradale , di non semplice delineazione dogmatica, in alcune situazioni fondamentali:

1- reati stradali in cui può rilevare la presenza di particolari rapporti comuni tra criminale e vittima;

2- reati stradali “senza vittime”, tipica la guida in stato d’ebbrezza allorquando il criminale sia fermato prima di provocare incidenti;

3- reati stradali con vittime ma senza trasgressori, perché gli stessi si danno alla fuga e restano ignoti;

4- reati stradali in cui il trasgressore è anche vittima, tipici gli incidenti in cui il conducente riporta lesioni per un incidente dovuto ad eccesso di velocità. Tali situazioni si aggiungono a quella della cd.vittima innocente , che non influisce in alcun modo sulla genesi del reato e subisce solo gli effetti della condotta del reo , situazione che contraddistingue la maggior parte degli eventi infortunistici.

In effetti la diffusione dei veicoli a motore, soprattutto autovetture ma anche motocicli e autoveicoli pesanti (a seguito di una distorta preponderanza, tutta italiana, del trasporto di merci su gomma anziché su rotaia) ha modificato sia a livello culturale che a livello ambientale la vita moderna ,determinando l’endemica propagazione dei problemi connessi ad una traffico sempre più caotico e alla sistematica violazione delle norme che dovrebbero regolarlo.

Danilo RIPONTI

Avvocato in Conegliano (TV)

e-mail segreteria@ripontistudiolegale.it

Cultore di Antropologia Criminale presso l’Università di Trieste

Menu