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assistenza legale

No agli inceneritori di rifiuti speciali

Articolo tratto da Varese News, 20 marzo 2008

Tradate – L’associazione “Per una strada che non c’è” porta avanti una petizione contro la futura centrale di energia “pulita” di Lonate, e contro la possibilità di avere nel tradatese un impianto di cdr.

“No” ai forni inceneritori per rifiuti speciali e “no” anche alla centrale di smaltimento per oli prevista a Lonate Ceppino. L’associazione famigliari vittime della strada “per una strada che non c’è” prende posizione nei confronti anche di tematiche ambientali. Dopo la petizione contro la Varesina Bis, l’associazione sostiene l’inutilità di questi impianti, soprattutto per tematiche legate al traffico. «Sono impianti che oggi non servono e che portano solo altro traffico in strade già pericolose – spiega Ernesto Restelli dell’associazione -. Per questo abbiamo deciso di inserire questi punti nella raccolta firme che stiamo portando avanti per fare qualcosa contro il traffico nella nostra provincia».
Nel mirino dell’associazione la scelta, da parte della provincia, in previsione del piano rifiuti, di inserire forni di incenerimento per rifiuti speciali nel territorio di Varese e Tradate. «La produzione di Cdr potrebbe anche accogliere rifiuti speciali e quindi pericolosi per la salute dell’uomo – spiega Restelli -. Ci opponiamo a questa scelta anche perché non è specificato da dove possono provenire i rifiuti. Oggi siamo autosufficienti, ma a causa del business dei rifiuti potremmo essere letteralmente invasi dai camion».
Critici anche nei confronti della centrale per la produzione di energia tramite la combustione di oli industriali che dovrebbe sorgere a Lonate Ceppino. «Dicono che realizzeranno un forno alto 30 metri nella Valle – prosegue Restelli -, ma da quell’altezza i fumi finiscono direttamente nelle case di lonatesi e tradatesi».
Tutte le informazioni sulle posizioni dell’associazione sono contenute nel giornalino Albatros, in distribuzione in questi giorni e prodotto dai responsabili. «La nostra associazione ha nello statuto la difesa della vita – conclude Restelli –, per questo abbiamo deciso di muoverci in questa direzione. Sia per il traffico che questi impianti produrranno, sia per il non ancora sicuro impatto sulla salute dei cittadini».
Giovedi 20 Marzo 2008
M.S.
redazione@varesenews.it

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