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Famigliari vittime della strada: una petizione contro la Varesina Bis

Tradate – In pochi giorni raccolte 500 firme. Nel mirino dei volontari dell’associazione “Per una strada che non c’è” la strada che unirà Saronno a Tradate: «Inutile, porterà solo altro traffico pericoloso»

Una petizione per fermare la Varesina Bis. A promuoverla è l’associazione familiari vittime “Per una strada che non c’è”, molto attiva da anni su tutto il territorio varesino e che opera anche nelle scuole per una sensibilizzazione alla guida sicura. La nuova iniziativa dei responsabili dell’associazione, che ha già raccolto in pochi giorni 500 firme, è corredata un giornalino chiamato “Albatros”, stampato in 5 mila copie e distribuito in tutta l’area di Tradate e Lonate Ceppino, al quale seguiranno altri numeri distribuiti in diverse zone della provincia. L’obiettivo è proprio quello di far conoscere alla gente quelli che, secondo l’associazione, sarebbero i pericoli della Varesina Bis.

«Siamo andati in provincia e ci siamo fatti consegnare il tracciato della strada – spiega Ernesto Restelli, tra i responsabili dell’associazione -. Una clausola che nessuno pare abbia ancora visto è la discrezione lasciata ai comuni di decidere se edificare o meno in un’area di 80 metri intorno alla strada. Questo è inaccettabile, si corre il rischio di avere altri edifici, altri centri commerciali. Così tutto come prima: nuovo traffico, nuovi transiti, nuove vittime».

La Varesina Bis sarà costruita con il contributo di società Pedemontana, nel tratto da Uboldo a Tradate, a aprtire dal 2010 con l’inizio dei lavori dell’autostrada Pedemontana. Da Tradate al confine con Venegono Inferiore, passando per Lonate Ceppino, se ne occuperà la provincia di Varese con un investimento da 10 milioni di euro. «Ma questo tratto finisce su una vecchia strada già pericolosa oggi – prosegue Restelli -. È proprio necessaria una Varesina Bis? Con la realizzazione delle rotonde il traffico è diventato molto più fluido. Forse serve solo nell’area del Saronnese, nel Tradatese non occorre proprio».

I responsabili dell’Associazione stanno quindi girando casa per casa per raccogliere firme alla petizione. «Ci fermiamo almeno 20 minuti in ogni abitazione e abbiamo già raccolto 500 firme – conclude Restelli -. Certo sappiamo che non possiamo bloccare la realizzazione della Varesina, ma almeno per il tratto che compete alla Provincia, che reputiamo inutile, possiamo ancora fare qualcosa».

Varese News, Mercoledi 19 Marzo 2008

Manuel Sgarella

redazione@varesenews.it

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